ORE DIECI E VENTUNO MINUTI AM, BOLOGNA
Effe: " Ti disturbo?"
Elle: " No.. ma che c'è?"
Effe: " Oggi pensavo a te, sai. Dovevo stampare na' cosa e mi sei venuta in mente, così.. dal niente."
Elle: " Che significa dal niente, scusa..??"
Effe: " ..mmh..non so, cioè pensavo ad altro..dai che hai capito.."
Elle: " Si si, ho capito..tu e il niente..ascolta, ho da fare qui in ufficio, ho il boss dietro di me che si è svegliato più incazzato del solito, non ha ancora preso il caffè e neanche io..facciamo che..dai, puoi chiamarmi più tardi?
Effe: " Ma se sei su msn da mezz'ora e parlavi con Lucia, me lo ha detto lei...dai, non fare la stronza! Ti devo dire una cosa sola .."
ORE NOVE E TRENTA MINUTI, AM, BOLOGNA
Avevo appena aperto gli occhi ma ero in piedi già da un quarto d'ora. Ero sicuramente andato in bagno a svuotare e poi avevo ciondolato in cucina alla ricerca di una bottiglia d'acqua che contenesse acqua. Ve ne erano certe semivuote con cicche di sigarette galleggianti, altre con residui di vodka e cola sopravissute alla notte. La tapparella era ancora abbassata e non avevo trovato ancora la ciabatta sinistra.
Ero seduto mezzo nudo, con le labbra essiccate e un rivolo di bava pronto a precipitare sul mento. Guardavo il pc accendersi e la stanza cominciava a prendere forma.
Avrei dovuto stampare un modulo che prima avrei dovuto compilare e poi inviare via posta entro le dodici. E così feci.
Accesi la stampante e mi chinai per prendere il pacco di fogli bianchi. Lo poggiai sul desk e mentre Acrobat Reader caricava il file, sfilai due tre fogli dal pacco.
Ahhhhhhiiiiiiiiii.
Ogni volta che mi taglio con la carta resto sorpreso. Guardo quel taglietto e resto sbigottito. Quel rivoletto di sangue in rapida eruzione mi allibisce. Resta una di quelle cose che non riesco a prevedere dopo anni di baldanzosa adolescienza. Se mi taglio con le forbici o il coltello, comincio a bestemmiare o imprecare. Se mi schiaccio le dita con il martello, lo lancio via e comincio a rincorrerlo, sempre imprecando. Con la carta invece c'è meraviglia. Quasi come schiacciarsi la lingua. E non so bene il motivo. Forse perchè non ci si aspetterebbe mai che un essere così innocente e candido, un immacolato foglio di carta, leggero e disarmato possa provocare tanto fastidio e dolore. Pur sempre momentaneo, ma comunque dolore. Ecco, cara, oggi pensavo proprio a te e non sapevo il perchè fino a quando non ho visto il pacco di fogli sulla mia scrivania. C'era scritto 500 sheet...SHEET..non è proprio così che mi sei venuta in mente ma all'orecchio suona uguale, cara.
Ho succhiato il dito sanguinante e ho preso il telefono.